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12月31日

S.a.s.

Scandalo al sole. Le margherite si son nascoste e i girasoli non girano più.

12月25日

25 dicembre

Che rito che erano queste feste per me e per te. Tu che mi mandavi a comprare le "bombette" perchè ti ricordavano i rumori delle tue battaglie di gioventù. Tu che mi chiamavi per fare insieme l'albero, e poi chiudevamo tutte le serrande e la porta per veder scintillare quella meraviglia. Io e te soli. Soli nel buio con le mille luci di tutti i colori, le stelle di cristallo che si illuminavano di bianco, le palline rosse con fantasia bianca che infuocavano l'aria. Le luci ad "arlecchino", rubate a quel presepe che non ti appassionava e in cui non credevi più. La tua filosofia del "melius abundare quam deficere" aveva, nell'albero di natale, il massimo grado di assolvimento. La ciabatta dai mille pulsanti, che solo tu sapevi addomesticare, non mancava mai. Dal suo posto privilegiato osservava i mille colori del nostro arlecchino biologico. Si, perchè l'eleganza dei colori non faceva per te. Coi tuoi occhi vivi amavi assemblare un arcobaleno in casa. Perchè "se non colori la tua vita sei fottuto". Solo noi potevamo mettere mano, solo tu potevi difendermi dal mostro elettrico mentre eseguivo i tuoi ordini, come un bravo soldato fa col suo maresciallo. E mi verrebbe da chiederti scusa, quest anno sono stato negligente. Mi sono sentito perso, come un novellino. Non ho avuto il coraggio nemmeno di tirarlo fuori, l'albero. Non ce l'ho fatta a colorarlo di luci. Tu, che hai sfidato la montagna per venirmi a trovare quando come un coglione ho rinunciato a 2 mesi di te, sicuramente ti starai vergognando del tuo soldato. Ma, mio caro maresciallo, non sono abbastanza forte. Non ho appreso abbastanza di ciò che mi volevi insegnare. Che cattivo sottoposto che hai avuto. Sono sicuro che in questo momento starai guardando il tuo albero, che sarà bellissimo, e chissà se ti ricorderai di come lo facevamo assieme, tu ed io.

12月24日

05-10 / 24-12

Avrei voluto proteggerti dalle paure e dalle ipocondrie, dai turbamenti che da quel giorno hai incontrato per la tua via. Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo, dai fallimenti che per tua natura normalmente hai attirato. Avrei voluto sollevarti dai dolori e dai tuoi sbalzi d'umore, dallle ossessioni delle tue manie. Avrei voluto supereare le correnti gravitazionali, lo spazio e la luce per non farti invecchiare. E saresti guarito da tutte le malattie, perchè eri un essere speciale, ed io non ho avuto cura di te. -Vagavo per i campi del Tennessee (come vi ero arrivato, chissà). Non hai fiori bianchi per me? Più veloci di aquile i miei sogni attraversano il mare.-


canzone -interpretata- rubata a una ragazza ieri sera =@


Quest anno è semplicemente 25 dicembre.

12月20日

Muratore contabile

Un disprezzo intenso figlio dell'affetto. E' ciò che resta del tempo perso a rincorrer le farfalle.

Il mondo, in fondo, è stato gentile con me. Mentre tutto crollava ha inserito per me "lo scorrimento lento", così da poter evitare tutte le macerie.
Il mondo, in fondo, è stato bastardo con me. Sapeva benissimo che le macerie non le avrei evitate, che il cuore di un folle ama spezzarsi.
Il mondo, in fondo, è stato normale con me. Nessun privilegio, come è giusto che sia.

Ognuno deve prendersi le macerie che gli spettano, e con quelle macerie costruirsi un palzzo

12月13日

Christopher

Christopher soffriva di una strana forma di non contenimento, ovvero era un rompicoglioni cronico che non riusciva mai a capire quando fosse il momento di smetterla e non riusciva a riconoscere le persone con cui poteva, o no, praticare il suo passatempo. Si, perché in fondo non era altro che un passatempo, un hobby dettato dalla noia di questo mondo frenetico i cui abitanti erano tutti elettrizzati, si tutti tranne lui. Non poteva soffrire la monotonia in cui erano immersi gli altri esseri umani, chi per scuola, chi per lavoro, chi per pensionamento; insomma, quelli che, comunque andasse ,se la prendevano sempre nel culo. E lui. che con la sua ribellione a questa monotonia non soddisfaceva nessuno dell’S.L.P (scuola lavoro pensionamento) ma aveva attuato un piano di ribellione al sistema, se la prendeva nel culo due volte. Si perché l’unica cosa più monotona della monotonia è la lotta alla monotonia stessa. Christopher era un normale adolescente, lo era fino a quando si accorse che per sentirsi soli non serve guardare l’eterno movimento del mare ma basta guardarsi allo specchio.

12月6日

Bologna

Bologna è una vecchia signora dai fianchi un po' molli
col seno sul piano padano ed il culo sui colli,
Bologna arrogante e papale, Bologna la rossa e fetale,
Bologna la grassa e l' umana già un poco Romagna e in odor di Toscana...

Bologna per me provinciale Parigi minore:
mercati all' aperto, bistrots, della "rive gauche" l' odore
con Sartre che pontificava, Baudelaire fra l' assenzio cantava
ed io, modenese volgare, a sudarmi un amore, fosse pure ancillare.

Però che Bohéme confortevole giocata fra casa e osterie
quando a ogni bicchiere rimbalzano le filosofie...
Oh quanto eravamo poetici, ma senza pudore e paura
e i vecchi "imberiaghi" sembravano la letteratura...
Oh quanto eravam tutti artistici, ma senza pudore o vergogna
cullati fra i portici cosce di mamma Bologna...

Bologna è una donna emiliana di zigomo forte,
Bologna capace d' amore, capace di morte,
che sa quel che conta e che vale, che sa dov' è il sugo del sale,
che calcola il giusto la vita e che sa stare in piedi per quanto colpita...

Bologna è una ricca signora che fu contadina:
benessere, ville, gioielli... e salami in vetrina,
che sa che l' odor di miseria da mandare giù è cosa seria
e vuole sentirsi sicura con quello che ha addosso, perchè sa la paura.

Lo sprechi il tuo odor di benessere però con lo strano binomio
dei morti per sogni davanti al tuo Santo Petronio
e i tuoi bolognesi, se esistono, ci sono od ormai si son persi
confusi e legati a migliaia di mondi diversi?
Oh quante parole ti cantano, cullando i cliché della gente,
cantando canzoni che è come cantare di niente...

Bologna è una strana signora, volgare matrona,
Bologna bambina per bene, Bologna "busona",
Bologna ombelico di tutto, mi spingi a un singhiozzo e ad un rutto,
rimorso per quel che m' hai dato, che è quasi ricordo, e in odor di passato...